Fu certo una scena straordinaria, nella camera del parroco, lui seduto alla scrivania alla luce di una vecchia lampada, con la Bibbia tra le mani, e i due marziani in piedi sul letto perché don Pietro li aveva invitati a accomodarsi, che si sedessero sul materasso, e insisteva, ma quelli a sedere non riuscivano, si vede che non ne erano capaci e tanto per non dir no alla fine vi erano saliti, standovi ritti, il ciuffo più che mai irto e ondeggiante.
- Dino Buzzati, Il disco si posò
Vorrei che tu venissi da me in una sera d’inverno e, stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo.
- Dino Buzzati, Inviti superflui
Una goccia d’acqua sale i gradini della scala. La senti? Disteso in letto nel buio, ascolto il suo arcano cammino. Come fa? Saltella? Tic, tic, si ode a intermittenza. Poi la goccia si ferma e magari per tutta la rimanente notte non si fa più viva. Tuttavia sale. Di gradino in gradino viene su, a differenza delle altre gocce che cascano perpendicolarmente, in ottemperanza alla legge di gravità, e alla fine fanno un piccolo schiocco, ben noto in tutto il mondo. Questa no: piano piano si innalza lungo la tromba delle scale lettera E dello sterminato casamento.
- Dino Buzzati, Una goccia
Anch’io confesso, nei primi anni di questa diceria, avevo tanto sperato che i dischi volanti fossero veri. Sarebbe stato così bello. Si sarebbe aperta una porta meravigliosa. Ogni pericolo di guerra, se i marziani o altri esseri extra-terrestri si fossero rivelati una realtà, sarebbe scomparso. America e Russia si sarebbero messe automaticamente d’accordo. La storia avrebbero preso un nuovo corso. Noi stessi avremmo dovuto cambiare mentalità e abitudini di vita. Il fatto più sensazionale da quando l’uomo è comparso sulla terra.
- Dino Buzzati, Dobbiamo rassegnarci: i dischi non esistono
Non è lo spirito di un antenato ma semplicemente quello di un antico fattore, altrimenti detto castaldo, del principio dell’Ottocento. Ma la differenza conta poco. Anche l’ultimo dei bifolchi, una volta disincarnato, diventa più importante di un arciduca corporeo.
- Dino Buzzati, Batticuore a mezzanotte: c’è un fantasma nel granaio