Frammento

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Due voci

Ho due voci.

La prima è medio-alta, chiara, musicale. Ho una buona dizione, parlo normalmente, faccio discorsi generici.
La seconda è bassa, profonda, un brusio. Farfuglio, mi mangio le parole, parlo così velocemente e apro così tante parentesi e faccio così tanti riferimenti ad altre cose e perdo il filo del discorso e non ricordo più cos’è che stavo dicendo all’inizio e in genere mi fermano per dirmi: “Eh? Da capo”.

La prima mi viene spontanea con le persone che non conosco, che dopo un po’ chiedono piacevolmente stupite: “Ma sei di qui? Non si sente, non hai accento”.
La seconda mi viene spontanea con quelli che conosco, che in un modo o nell’altro devono farci l’abitudine perché non rallento, non alzo la voce, non scandisco le parole.

Con la prima voce sono una persona affabile, posata, magari anche simpatica, che ha sempre qualche aneddoto divertente da raccontare.
Con la seconda voce sono un nerd nevrotico che non sa dove andare a parare, che ha tutto e niente da dire, ma è incapace di respirare quanto basta per dare a ogni cosa il peso che merita.

Oh, voi che non mi conoscete dal vivo, siate felici così. Perché se non mi sentirete mai parlare tanto meglio, ma se vi capitasse l’occasione non avreste che un paio di conversazioni con la prima voce prima di essere condannati alla seconda.