Frammento

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Aug 1

Quando Pozzi seppe che c’era anche Girardoux, disse una frase storica, «Adesso si vedrà», poi prese una pompa di bicicletta e ci fece un nodo. Quando Girardoux lo venne a sapere, disse: «Ah, sì?», e prese una pompa di bicicletta e ci fece tre nodi. Allora Pozzi disse: «Così, eh?», prese due pompe di bicicletta e ci fece una griglia rustica. Allora Girardoux disse: «Così, uh?», prese quattro pompe di bicicletta e ci fece un ritratto di profilo di D’Annunzio, per la verità non molto somigliante. Allora Pozzi prese il meccanico di Girardoux e ci fece una pompa di bicicletta. Allora Girardoux prese il meccanico di Pozzi, che però era molto furbo e non solo non fu neanche toccato, ma riuscì anche a vendergli per tre milioni una casa decrepita a Milano Marittima. I giornali montarono subito la faccenda, e subito qualcuno parlò di rivalità.

- Stefano Benni, Il grande Pozzi

Aug 1

Per così poco?

  • Io: Morirò.
  • S.: Per così poco?
  • Io: Sempre.
Django Unchained (2012)

Django Unchained (2012)

Only Lovers Left Alive (2013)

Only Lovers Left Alive (2013)

Il mondo sarebbe un posto migliore se accettassimo di poter commettere degli errori, di averli commessi, di non essere perfetti. Molte persone accampano scuse, cercano un capro espiatorio da incolpare, rimanendo estranei al piacere di ammettere le proprie responsabilità. Un piacere dato dalla consapevolezza di aver preso la decisione sbagliata e di saperlo riconoscere.
Sarebbe bellissimo assistere a processi nei quali la gente ammette i propri errori, con gli autisti che riconoscono di aver messo sotto qualcuno perché guidavano oltre il limite di velocità.
Riconoscere di poter sbagliare è fondamentale per prendere coscienza dell’errore, evitando così di ripeterlo. Forse molti temono la punizione che ne deriverebbe, ma è la cosa meno importante: l’unica cosa che conta è dare al cervello gli input corretti.

- Albert Espinosa, Braccialetti rossi: Il mondo giallo

Una breve biografia

Se c’è un numero di volte oltre il quale è intollerabile scrivere la propria biografia questo è uno. Specie se non sai cosa scrivere. E se ti accorgi di aver sbagliato il luogo di nascita poco prima di mandare. Il punto è che non ho scritto nulla di quello che valeva la pena scrivere perché c’era il rischio che non mi prendessero sul serio. Per fortuna non corro un rischio del genere qui su Tumblr, ecco perché solo voi avrete la possibilità di leggere la mia vera biografia:

Nato dalla punta di una matita spezzata un glorioso pomeriggio di diversi anni fa, ha trascorso gran parte della sua vita spazzando il cortile di fronte a una conchiglia in fondo al mare. Ha deciso di non seguire il consiglio di Melville e di scrivere storie di pulci anziché di balene. Ha un cane, compagno di avventure capace di trasformarsi in gatto, metalupo, drago, ornitorinco, daimon, promotore finanziario, mucca, balena e incredibilmente anche cane, a seconda delle occasioni. Perde tempo quadrando cerchi e arrotondando quadrati. È un paranoico alla rovescia e soffre di ontalgia. Parla per citazioni, miagolii e parolacce. Comunica quello che ha nel cuore tra canzoni e silenzi sospesi. È un burattino di legno che crede di essere un tavolo che sogna di diventare un albero. La sua più grande passione è invocare la fine del mondo durante le tempeste. Nasconde i suoi bellissimi occhi blu madreperla dietro una cascata di capelli castani tendenti al bianco, ma soprattutto dietro una misteriosa coltre di nebbia. Vorrebbe morire, morire, morire, ma lo fanno già tutti. Quando tirerà le cuoia tornerà nelle tenebre, il mondo scoprirà un nuovo ordine, tutto sarà più chiaro e ci saranno bellissime rose rosse negli eterni campi di fragole sotto un cielo di diamanti. Alla sua morte rivelerà la ricetta della sua piadina. Possibile colpo di scena: l’ingrediente segreto è l’amore.

When Jim Donell thought of something to say he said it as often and in as many ways as possible, perhaps because he had very few ideas and had to wring each one dry. Besides, each time he repeated himself he thought it was funnier; I knew he might go on like this until he was really sure that no one was listening any more, and I made a rule for myself: Never think anything more than once, and I put my hands quietly in my lap. I am living on the moon, I told myself, I have a little house all by myself on the moon.

- Shirley Jackson, We Have Always Live in the Castle

True knights would never harm women and children.” The words rang hollow in her ears even as she said them.
“True knights.” The queen seemed to find that wonderfully amusing. “No doubt you’re right. So why don’t you just eat your broth like a good girl and wait for Symeon Star-Eyes and Prince Aemon the Dragonknight to come rescue you, sweetling. I’m sure it won’t be very long now.

- George R. R. Martin, A Clash of Kings

I have never liked you, Cersei, but you were my own sister, so I never did you harm. You’ve ended that. I will hurt you for this. I don’t know how yet, but give me time. A day will come when you think yourself safe and happy, and suddenly your joy will turn to ashes in your mouth, and you’ll know the debt is paid.

- George R. R. Martin, A Clash of Kings

The new High Septon said that the gods will never permit Lord Stannis to win, since Joffrey is the rightful king.”
A half smile flickered across the queen’s face. “Robert’s trueborn son and heir. Though Joff would cry whenever Robert picked him up. His Grace did not like that. His bastards had always gurgled at him happily, and sucked his finger when he put it in their little baseborn mouths. Robert wanted smiles and cheers, always, so he went where he found them, to his friends and his whores. Robert wanted to be loved. My brother Tyrion has the same disease. Do you want to be loved, Sansa?”
“Everyone wants to be loved.”
“I see flowering hasn’t made you any brighter,” said Cersei. “Sansa, permit me to share a bit of womanly wisdom with you on this very special day. Love is poison. A sweet poison, yes, but it will kill you all the same.

- George R. R. Martin, A Clash of Kings

[…] Try not to kill any of them, they’re not the enemy. And no more rapes! Keep your men in line, damn it.”
“They’re sellswords, not septons,” said Bronn. “Next you’ll be telling me you want them sober.”
“It couldn’t hurt.

- George R. R. Martin, A Clash of Kings

Some lights cast more than one shadow. Stand before the nightfire and you’ll see for yourself. The flames shifts and dance, never still. The shadows grow tall and short, and every man casts a dozen. Some are fainter than others, that’s all. Well, men cast their shadows across the future as well. One shadow or many. Melisandre sees them all.

- George R. R. Martin, A Clash of Kings

I Parchi dell’Amicizia

Non molto lontano da casa mia ci sono due parchi molto vicini, molto miseri e molto simili, entrambi chiamati Parco dell’Amicizia. Ogni volta che ci passo ho questa fantasia.
Due grandi amici, A e B, si danno appuntamento al Parco dell’Amicizia. Entrambi vanno puntualmente al Parco dell’Amicizia, solo che A va al primo e B al secondo. Dopo un ragionevole lasso di tempo A o B decide di chiamare B o A per sapere che fine ha fatto, B o A risponde di essere lì da un ragionevole lasso di tempo, ma A o B smentisce dicendo di essere sul posto e di non vederlo da nessuna parte. Sia B o A che A o B chiedono se l’altro gli stia dando del bugiardo e finiscono per prendersi a parole. A o B riattacca. A e B tornano a casa e non si rivolgono più la parola.
Eeeh, l’incomunicabilità, l’incomprensione, i fraintendimenti, mi dico passeggiando nel tratto di strada che separa il Parco dell’Amicizia dal Parco dell’Amicizia. Solo che poi mi chiedo: ma perché A e B dovrebbero darsi appuntamento in un parco con solo un paio di panchine? ci sono parchi più belli e più grandi nei paraggi, perché non incontrarsi lì? se decidono di incontrarsi al Parco dell’Amicizia è probabilmente perché vivono in zona, e allora perché non sanno che ci sono due Parchi dell’Amicizia? e soprattutto perché a nessuno dei due viene lo scrupolo di controllare il parco accanto visto che tra i due parchi ci saranno cinquecento metri di distanza?
Per fortuna questa fantasia non ha senso: è rincuorante sapere che niente potrà mai mettere a repentaglio l’amicizia tra A e B. Rimane solo da capire perché hanno dato lo stesso nome a due parchi così vicini, ma non spetta a me rispondere, io sono solo un baco da seta.

Renly offered me a peach. At our parley. Mocked me, defied me, threatened me, and offered me a peach. I thought he was drawing a blade and went for mine own. Was that his purpose, to make me show fear? Or was it one of his pointless jests? When he spoke of how sweet the peach was, did his words have some hidden meaning?” The king gave a shake of the head, like a dog shaking a rabbit to snap its neck. “Only Renly could vex me with a piece of fruit. He brought his doom on himself with his treason, but I did love him, Davos. I know that now. I swear, I will go to my grave thinking of my brother’s peach.

- George R. R. Martin, A Clash of Kings

Jul 7

I can’t, I have things to do. Scientific things that you wouldn’t understand. You have to go away." Okay, now he was a tard.
“I can come in, Steve, under the door or through the cracks around the windows, but when I go back to solid, I’ll be naked. Nobody wants that.

- Christopher Moore, Bite Me