Frammento

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Goodness,” Justice Strauss said. “Cooking dinner for an entire theater troupe seems like a lot to ask of children.”
“Count Olaf gives us a lot of responsibility,” Violet said. What she wanted to say was, “Count Olaf is an evil man,” but she was well mannered.

- Lemony Snicket, The Bad Beginning

Vorrei che tu venissi da me in una sera d’inverno e, stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo.

- Dino Buzzati, Inviti superflui

Una goccia d’acqua sale i gradini della scala. La senti? Disteso in letto nel buio, ascolto il suo arcano cammino. Come fa? Saltella? Tic, tic, si ode a intermittenza. Poi la goccia si ferma e magari per tutta la rimanente notte non si fa più viva. Tuttavia sale. Di gradino in gradino viene su, a differenza delle altre gocce che cascano perpendicolarmente, in ottemperanza alla legge di gravità, e alla fine fanno un piccolo schiocco, ben noto in tutto il mondo. Questa no: piano piano si innalza lungo la tromba delle scale lettera E dello sterminato casamento.

- Dino Buzzati, Una goccia

Errori stupidi

Sono due esami che faccio, mi chiedono com’è andata e io rispondo qualcosa come: “Non male, credo, ma ho fatto un paio di errori stupidi”. E sono davvero stupidi, eh, ci ripenso e mi prenderei a pugni.
Come vorrei fare errori intelligenti, come vorrei poter dire: “Non male, credo, ho fatto addirittura un paio di errori intelligenti”.

Splash

  • Io: Nella mia testa sono ancora al 10 gennaio.
  • Salomè: Pure io.
  • Io: Siamo come quei pesciolini ciechi che non vedono i calendari.
  • Salomè: Splash.

Due voci

Ho due voci.

La prima è medio-alta, chiara, musicale. Ho una buona dizione, parlo normalmente, faccio discorsi generici.
La seconda è bassa, profonda, un brusio. Farfuglio, mi mangio le parole, parlo così velocemente e apro così tante parentesi e faccio così tanti riferimenti ad altre cose e perdo il filo del discorso e non ricordo più cos’è che stavo dicendo all’inizio e in genere mi fermano per dirmi: “Eh? Da capo”.

La prima mi viene spontanea con le persone che non conosco, che dopo un po’ chiedono piacevolmente stupite: “Ma sei di qui? Non si sente, non hai accento”.
La seconda mi viene spontanea con quelli che conosco, che in un modo o nell’altro devono farci l’abitudine perché non rallento, non alzo la voce, non scandisco le parole.

Con la prima voce sono una persona affabile, posata, magari anche simpatica, che ha sempre qualche aneddoto divertente da raccontare.
Con la seconda voce sono un nerd nevrotico che non sa dove andare a parare, che ha tutto e niente da dire, ma è incapace di respirare quanto basta per dare a ogni cosa il peso che merita.

Oh, voi che non mi conoscete dal vivo, siate felici così. Perché se non mi sentirete mai parlare tanto meglio, ma se vi capitasse l’occasione non avreste che un paio di conversazioni con la prima voce prima di essere condannati alla seconda.

whoismistere:

lure by ~tahra

whoismistere:

lure by ~tahra

Esagerazione

L’esagerazione è diventata la prassi. Se non nel gergo di tutti almeno in quello della maggior parte, me compreso.
Dico: “Devo studiare il mondo”. “Sono sopravvissuto all’esame”. ”Senza occhiali sono cieco”. ”La lezione non finisce più, uccidimi”. ”La dolce vita è un film immenso”.
Sogno una nuova generazione la cui risposta all’esagerazione è la giusta misura.
Direbbero: “Devo studiare un paio di libri”. “Ho dato l’esame”. “Senza occhiali vedo tutto sfocato”. ”Il professore ne ha ancora per molto, passami il cloroformio”. ”La dolce vita è un film immenso”.

Match Point (2005)

Match Point (2005)

La caduta

  • Mio padre: Su Italia Uno sta facendo qualcosa che forse vi piace. Si chiama Ci Esse I Enne I.
  • Io: CSI!
  • Mio padre: Ah. È un film?
  • Io&Marco: Un telefilm!
  • Mio padre: Un telefilm? Ma io credevo facesse un programma su una ragazza senza gambe che balla.
  • Marco: Quello è Wild e lo fa domani sera.
  • Io: Oddio no.

Davvero?

  • Io: Sai che siamo cluster che scrivono in free prose?
  • Salomè: Davvero?
  • Io: Yep.
  • Salomè: Ho sempre sognato che qualcuno me lo dicesse.

Poi lo rincontrai. Lui fu tanto affettuoso, carino, e io gli dissi che una sera in un momento di sconforto gli avevo scritto una lettera. Una lettera che non gli avevo mai spedito, che era una lettera — non ricordo, ma probabilmente di ammirazione, amore, in un certo senso, come si può amare una persona così… così meravigliosa, così importante, così geniale, com’era lui. E lui si dispiacque molto, mi disse: “No, non doveva fare così, lei mi doveva mandare quella lettera. Ecco, vede, lei adesso mi ha tolto qualcosa, perché io dovevo avere la sua lettera e lei me l’ha tolta non mandandomela. Queste cose, questi istinti vanno seguiti. Quello che si vuol fare col cuore si deve fare”.

- Rita Savagnone su Pier Paolo Pasolini

Allergie

Stamattina ho fatto le prove allergiche per la prima volta. Ho messo le braccia scoperte sul tavolo e la dottoressa ha disseminato gocce e fatto taglietti qua e là. Dopo un po’ la pelle si è arrossata e quasi tutti i taglietti si sono gonfiati, alcuni di più, altri di meno. “Mmm” fa la dottoressa. “Sei molto allergico agli acari della polvere, alle graminacee, ai cipressi, alle noci, e un po’ anche ai cani e ai gatti” e altro ancora. E io volevo dirle: “Dev’esserci un errore. Ho problemi con la gente tutta e con la musica dei miei fratelli, ma sicuramente non con le graminacee e i cani. Non mi hanno fatto niente, giuro”.

The Darjeeling Limited (2007)

The Darjeeling Limited (2007)

Paragoni azzardati

C’è stato un momento, mentre ero sul tetto per legare il cane alla catena — il cane sdraiato sotto il sole a un metro da me che faceva finta di niente, io inclinato in avanti, sospeso tra antenne, cavi e rami e col rischio di sfracellarmi di sotto se perdevo l’equilibrio —, in cui il mio dito ha toccato il suo naso e mi sono sentito come Dio che sfiora Adamo nella Creazione di Adamo di Michelangelo.